martedì 4 marzo 2008

Ogni tanto mi devo liberare....

Il sogno è sempre il ricorrente, cadere, da cosa non lo si capisce, ma le sembra sempre così vero, e ancora una volta si è risvegliata di colpo nel cuore della notte, sudata e fredda vedendo solo strane ombre sul soffitto, frutto della sua agitazione. L’ unica cosa che riesce a tranquillizzarla è vedere il suo dolce amore sdraiato affianco a lei che le tende la mano senza nemmeno accorgersene, mentre dorme pacifico, gli si accoccola affianco stringendogli quella mano calda, vuole protezione ne ha bisogno anche quella notte, soprattutto la notte, è il momento in cui sembra si senti più vulnerabile, non come il giorno dove sa ormai cosa fare, il problema è mentre dorme, è l’ incoscio che non riesce a gestire, dove lei perde le sue forze e la parte morta della sua mente, come piace a lei chiamarla, piano piano si risveglia facendo tornare alla luce tutto quello che bisognerebbe risolvere. E’ anche per questa volta ormai il sonno è andato, guarda la sveglia segna le 05.55, fra pochi minuti suona, il suo tesoro si dovrà alzare e lei non chiuderà occhio ancora una volta. I pensieri non la lasciano stare, sono lì che bruciano, si gira e rigira in quel letto ormai enorme, lui non c’è, l’ ha lasciata lì salutandola dolcemente, come ogni mattina senza capire minimamente come stava davvero. Si rivede poco più di una bambina, in classe, con tutti i compagni, ognuno seduto al proprio banco, e quel foglio davanti con la sua biro preferita che non fa altro che tenerla in bocca, l’ aiuta a pensare, mentre osserva il titolo del tema “ descrivi una delle tue più brutte giornate”, non ha mai capito perché scelse proprio quel titolo, ma ormai lei era decisa, voleva dirlo, urlare a chiunque quello che successe in quella giornata, non resisteva più, non poteva tenerlo dentro, non ce la faceva, sapeva a cosa poteva andare incontro, ma nulla riusci a trattenerla doveva sfogarsi in qualche modo, e pensò che fosse arrivato il momento adatto. Quello che scrisse non se lo ricordò, non nei minimi dettagli, sapeva di cosa aveva parlato però, quello si, era impossibile dimenticare. Sentì un suono, si ridestò, era la volta sua di alzarsi, e quello che riuscì a chiedersi fu solo, perché la maestra volle spiegazioni ma non ne parlò mai?....

2 commenti:

SerialLicker ha detto...

bello, triste, temo un po' autobiografico...

"buongiorno buongiorno, io sono Francesco..."

LaLu ha detto...

" e questa mattina mi son svegliato presto"....mi fa piacere però che ti piaccia...;-)